Prosciutto cotto e prosciutto crudo: quali sono le principali differenze?

Quando si parla di salumi italiani, il confronto tra prosciutto cotto e prosciutto crudo è uno dei più frequenti. Sebbene entrambi derivino dalla coscia del suino, si distinguono per lavorazione, gusto, consistenza, conservazione e modalità di utilizzo in cucina. 

In questa guida analizziamo nel dettaglio le caratteristiche che distinguono i due prodotti e vediamo quando preferire l’uno o l’altro.  

Differenza tra prosciutto cotto e prosciutto crudo in breve  

La differenza principale è nel processo produttivo:  

  • Il prosciutto cotto viene sottoposto prima ad aromatizzazione e successivamente a cottura controllata.  
  • Il prosciutto crudo viene salato e lasciato stagionare per mesi senza essere cotto.  

Questo diverso metodo di lavorazione determina caratteristiche molto differenti in termini di sapore, consistenza e profilo organolettico.  

Come viene prodotto il prosciutto cotto  

Il prosciutto cotto si ottiene dalla coscia del suino, generalmente disossata. La lavorazione richiede diverse fasi:  

  • Selezione e preparazione della carne 
  • Distribuzione di sale e aromi 
  • Massaggiatura della carne per favorire una distribuzione uniforme degli ingredienti 
  • Cottura lenta a vapore o in forni specifici 
  • Raffreddamento e confezionamento 

Il risultato è un salume dal gusto delicato, morbido e facilmente apprezzabile da un pubblico molto ampio.  

Come viene prodotto il prosciutto crudo  

Il prosciutto crudo segue un processo completamente diverso. La coscia viene cosparsa di sale e lasciata riposare per un periodo variabile. Successivamente inizia la fase di stagionatura, durante la quale il prodotto perde progressivamente acqua e sviluppa aromi sempre più complessi. Nel mentre viene eseguita anche la sugnatura, ovvero l’applicazione di un impasto a base di sugna sulle parti scoperte della coscia, per proteggerle da un’eccessiva disidratazione e favorire una stagionatura uniforme. La maturazione può durare da diversi mesi fino a oltre due anni per alcune produzioni di eccellenza. 

La stagionatura è l’elemento che conferisce al prosciutto crudo il suo caratteristico sapore intenso e la consistenza più asciutta rispetto al cotto. 

Differenze di gusto e consistenza  

Il prosciutto cotto è caratterizzato da un gusto equilibrato e delicato. La cottura contribuisce a renderlo più morbido e meno intenso rispetto al crudo, con note aromatiche leggere che lo rendono versatile in molte preparazioni. Il prosciutto crudo presenta invece un gusto più deciso. Durante la stagionatura gli aromi si concentrano e si sviluppano sfumature complesse che possono variare a seconda della zona di produzione e della durata della maturazione. 

Prosciutto: cosa preferiscono gli italiani?  

Il prosciutto crudo e il prosciutto cotto rispondono a preferenze ed esigenze di consumo diverse. Se il primo è apprezzato per il suo sapore intenso e gli aromi sviluppati durante la lunga stagionatura, il secondo è caratterizzato da un gusto più delicato e da una consistenza morbida.
Proprio queste caratteristiche rendono il prosciutto cotto particolarmente versatile in cucina: è ideale per farcire panini e focacce, arricchire ricette di ogni giorno o essere gustato da solo in numerose occasioni, dalla colazione salata ai pasti in famiglia. Secondo i dati diffusi da ASSICA, è oggi il salume più consumato dagli italiani, con il 28,1% dei consumi nazionali, seguito dal prosciutto crudo con il 21%. 

Scegliere bene 

Proprio perché il prosciutto cotto è così presente nelle abitudini alimentari degli italiani, la qualità della materia prima e della lavorazione diventano elementi fondamentali nella scelta. Nel caso del prosciutto cotto Lenti & Lode, l’attenzione parte dalla selezione di cosce fresche di suino 100% italiano provenienti da una filiera tracciata e certificata. A questo si aggiunge una lavorazione che combina esperienza salumiera e controllo accurato di ogni fase produttiva.  

Un elemento distintivo è l’aromatizzazione con un decotto di spezie pregiate ed erbe aromatiche, fedele alla ricetta originale di Attilio Lenti, che contribuisce a creare un profilo gustativo equilibrato e riconoscibile. La successiva cottura lenta a vapore, che si protrae per un’intera giornata, permette di valorizzare gli aromi naturali della carne e ottenere la tipica morbidezza che caratterizza un prosciutto cotto di alta qualità. 

Vince la qualità  

Prosciutto cotto e prosciutto crudo rappresentano due interpretazioni diverse ma complementari della tradizione salumiera italiana. Che si preferisca la delicatezza del cotto o il gusto più intenso del crudo, la scelta migliore è sempre quella che valorizza qualità, cura della lavorazione e rispetto della materia prima, per portare in tavola non solo un salume, ma il piacere autentico di una tradizione che continua a essere parte della nostra cultura gastronomica.

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